Una culla per la vita

Una culla per la vita

gennaio 8, 2015
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Una culla culla per la vitaI casi di neonati ritrovati nei cassonetti di tanto in tanto tornano all’onore delle cronache. Eppure costituiscono solo la punta dell’iceberg di un fenomeno drammatico di disprezzo per la vita, di disperazione e spesso di solitudine.

L'iniziativa

Una risposta efficace a questo dramma potrà venire soltanto da una riscoperta della cultura dell’accoglienza della vita. Ma intanto il Movimento per la vita propone le “Culle per la vita”, moderna riedizione delle Ruote degli esposti che nei secoli scorsi hanno rappresentato una testimonianza della mobilitazione della società in favore dei più deboli e una concreta possibilità di vita per migliaia e forse milioni di bambini.

Le Culle sono ovviamente diverse, molto più “tecnologiche”, eppure hanno ereditato dalle Ruote il significato e la ragione di esistere. Oltre ad accogliere bambini in sicurezza per il piccolo e nell’anonimato per la donna, esse si pongono al centro del tessuto urbano come presenza profetica di una cultura dell’accoglienza e del rispetto della vita che è la stessa oggi come ieri.

Le Culle rappresentano non l’alternativa ma il completamento della normativa per il parto anonimo in ospedale (oltre 300 casi l’anno) giacché non tutte le donne vogliono o possono recarsi in ospedale a partorire. Il Movimento per la Vita di Macerata intende proporre tale lodevole iniziativa anche nel proprio territorio affinchè anche Macerata possa dare la possibilità alle donne di far nascere comunque il proprio bambino.

Richiesta informazioni Ospedale Salesi di Ancona (promosso da Soroptimist - attivo dal 2008) Monastero delle Monache Benedettine di Senigallia (promosso da vari enti privati - attivo dal 2013)

  Vademecum per “concretizzare” il progetto Culla per la Vita

E' necessario:

1) individuare un luogo adatto, cioè una strada o una piazza abbastanza frequentata ma non “principale”, per evitare l’eccessiva visibilità;

2) presentare formale richiesta di collaborazione al responsabile della struttura ospitante, evidenziando il carattere socio-culturale dell’iniziativa (a tal proposito, si possono inserire nella richiesta alcuni dati normativi allegati);

3) se si vuole utilizzare una finestra della struttura, accertarsi che nella stanza non vi sia necessità di particolare ossigenazione, luminosità o igiene; la stessa stanza non dovrebbe essere adibita ad ufficio o ad altro scopo (ad ulteriore garanzia dell’anonimato di chi depone il bambino);

4) se si vuole collegare il sistema di video-sorveglianza con l’interno della stessa struttura, scegliere la finestra di un convento, di un ospedale, di una casa d’accoglienza, ecc., dove stabilmente (anche di notte) risiede il personale di servizio;

5) per la “culla” occorre uno spazio di ampiezza simile a quella di uno sportello di bancomat/postamat;

6) all’interno del davanzale della finestra, scavando nelle dimensioni adatte, inserire un cassetto di legno, rivestito con stoffa, con la profondità di una comune culletta;

7) se la finestra è custodita da una grata di ferro, tagliarla (orizzontalmente o verticalmente) in modo da ricavarne uno sportello facilmente apribile;

8) collegare l’apertura dello sportello con il sistema di video-sorveglianza o, per evitare che la sola apertura del cancelletto (per curiosità, per atti di vandalismo, ecc., come avvenuto a Palermo) faccia scattare l’allarme, sistemare la video-sorveglianza in modo da riprendere “solo” il cuscinetto dove verrebbe depositato il neonato;

9) tenere attivo il sistema di video-sorveglianza 24/24 h, e controllare spesso il suo funzionamento;

10) se il sistema di video-sorveglianza è collegato con la sala operativa del 118, dell’ospedale, di una guardia medica, ecc., allora occorre che in quel posto vi sia un sistema “ricevente” delle immagini della culla, un monitor, collegato con la postazione della Culla attraverso l’ADSL. In questo caso, occorre presentare la stessa richiesta di collaborazione al responsabile del servizio pubblico;

11) nell’insegna, da collocare vicino la Culla o nelle locandine divulgative, inserire sempre il n. verde S.O.S. VITA 800813000;

12) nonostante non vi sia un “brevetto” di esclusività a nome del MpV, sarebbe bene che, pur in collaborazione con altre associazioni/enti, ecc., la “Culla” mantenga la paternità del Movimento per la Vita, non per vantare primogeniture ma per inserire questo servizio nell’ampio progetto di promozione del diritto alla vita specifico del MpV. Non a caso, infatti, il primo ideatore di tale “strumento” di salvezza per i neonati abbandonati è stato il presidente del Movimento per la Vita di Casale Monferrato, prof. Giuseppe Garrone, a cui si deve la ri-proposizione in chiave moderna dell’ex Ruota degli Esposti già nel 1992, seguìto, dopo qualche anno, da altri Movimenti locali;

13) per utilizzare alcune notizie “storiche” sulle “Ruote”, si può consultare il volume “I Figli della Ruota”, divulgato dal Movimento per la Vita di Palermo in collaborazione con la Cattedra di Antropologia culturale della locale Facoltà di Architettura, scaricabile sul sito www.mpv.org. Nello stesso sito, è possibile trovare informazioni e notizie anche sulle altre Culle costruite in Italia dal Movimento per la Vita (dalla Homepage, cliccare su Progetti);

14) l’Assessorato alla Sanità della Sicilia, dal 1 febbraio 2007, si è assunto l’onere del pagamento del servizio ADSL (infatti, la Culla di Palermo è collegata alla sala operativa del 118 usufruendo di tale finanziamento) anche nel caso in cui la Federazione regionale dei CAV e dei MPV decida di costruire altre “Culle” nel territorio. In questo caso, almeno a livello regionale, sarebbe auspicabile, e quasi indispensabile, chiedere la consulenza e l’intervento alla Ditta TELCON di Acicastello-Ficarazzi (Catania) che ha prodotto il primo software per la Culla di Palermo e conosce, dunque, anche la situazione locale (per informazioni, rivolgersi al sig. Furneri 095.270866 oppure 348.9167460). Al fine di usufruire del collegamento gratuito, tramite ADSL, con la sala operativa del 118 nelle varie province della Sicilia, appena la Culla è pronta, occorre inviare una richiesta specifica all’Assessorato reg. alla Sanità secondo un fac-simile che si può chiedere alla sottoscritta al 339.3768343.

IMPORTANTE: La videosorveglianza è da riservare esclusivamente alla Culla: in tal modo non sarà possibile individuare il/la portatore/trice del bambino. Adagiare il bambino nella Culla non costituirà un reato poiché si applica la stessa normativa dell’abbandono in ospedale. La Culla è costruita per salvare una vita umana, proprio perché rifiutata dai genitori: sarà immediato il soccorso sanitario e il contemporaneo avviso al Tribunale dei minori che provvederà all’adozione del neonato.

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