UnoDiNoi. La parola a medici giuristi politici

UnoDiNoi. La parola a medici giuristi politici

gennaio 1, 2015
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Movimento per la vita, Medici cattolici, Giuristi cattolici, Forum delle associazioni familiari, Scienza&vita fanno proprio l’appello lanciato dalla Federazione europea “UnoDiNoi per la vita e la dignità dell’uomo” agli scienziati, ai medici, ai giuristi e ai politici di tutta europea, affinché essi, con autorità che deriva dalle loro specifiche competenze, rendano testimonianza a favore del più piccolo e povero fra gli esseri umani e traducono la loro testimonianza in una petizione alle Istituzioni europee affinché sia riaperta quella iniziativa dei cittadini europei, denominata, appunto, UnoDiNoi, alla quale la Commissione decaduta alla fine della passata legislatura non ha voluto dare seguito.

Come è noto UnoDiNoi ha raccolto oltre 2 milioni di adesioni (1.894.623 validate e consegnate) in tutti i Paesi d’Europa. Essa chiedeva all’Unione europea l’impegno a non finanziare la propaganda dell’aborto e la ricerca distruttiva di embrioni umani.

Per la nuova petizione sarà aperta la raccolta delle adesioni in ciascuno dei 28 Paesi dell’Unione fino al 10 dicembre 2015, anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

Petizione di sostegno a UnoDiNoi
Noi sottoscritti, in quanto scienziati e medici
dichiariamo

È vero che l’embrione umano è ‘Uno di noi': infatti l’embrione, sin dallo stadio unicellulare – embrione a una cellula – cioè dal concepimento, è un individuo vivente appartenente alla specie umana. Il nuovo genoma determina l’identità biologica specifica ed individuale del nuovo organismo. Il processo vitale del nuovo soggetto umano è unico e continuo dallo stadio unicellulare alla morte individuale.

In quanto giuristi
dichiariamo

È giusto che ogni essere umano, fin dal concepimento, sia qualificato ‘Uno di noi’.

Lo esigono il principio di eguaglianza e quello di precauzione. La moderna dottrina dei diritti dell’uomo sarebbe vanificata se non si riconoscesse titolare di essi ogni uomo indipendentemente dalle sue qualità, funzioni e stadio vitale.

L’embrione non è una cosa dal momento che la sua natura materiale e biologica lo colloca tra gli esseri appartenenti alla specie umana, cosicché deve essere riconosciuto il dovere morale di trattare l’embrione umano, fin dalla fecondazione, secondo criteri di rispetto e tutela che si devono adottare nei confronti degli individui umani a cui si attribuisce comunemente la caratteristica di persone.

In quanto persone impegnate nella politica
dichiariamo

È doveroso riconoscere che l’embrione umano fin dal suo concepimento è uno di noi.
Conosciamo la molteplicità, complessità e gravità dei problemi sociali e politici.

Ammetiamo che il pluralismo nella valutazione dei fatti, delle idee e dei programmi è la base della democrazia, ma crediamo che qualsiasi progetto politico debba riconoscere la uguale dignità di ogni essere umano fin dall’inizio della sua vita nel concepimento.

L’affermazione di questo principio, pur nella differenza di opinioni riguardo ai mezzi per attuarlo, è indispensabile per progettare ed attuare politiche di promozione umana e di solidarietà in ogni campo.

Chiediamo

– che l’iniziativa dei cittadini europei denominata ‘Uno di noi’, registrata dalla Commissione l’11 maggio 2012 con il n. 5, dia luogo ad una discussione approfondita nelle Istituzioni europee, in particolare nell’Assemblea plenaria del Parlamento europeo; – che le Istituzioni europee riconoscano il concepito come un essere umano, e cioè come ‘Uno di noi’.

Questa richiesta si fonda: ‘ sulla nostra specifica conoscenza scientifica; ‘ sulla convinzione che la giustizia esige il riconoscimento della uguale dignità di ogni essere umano; ‘ sulla considerazione che la politica deve perseguire il bene comune, cioè quello di tutti e quindi di ogni singolo essere umano.

È necessaria una risposta coerente con l’art. 2 del Trattato di Lisbona, secondo il quale l’Unione Europea è fondata sui valori della dignità umana, dell’eguaglianza, del rispetto dei diritti umani e con la Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo, nelle cui prime parole si afferma che ‘Il riconoscimento della dignità di ogni essere appartenente alla famiglia umana costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo’.

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